Cameretta

La cameretta Montessori versione toddler

 Ciao a tutti!

Continuiamo a vedere l’evoluzione della cameretta: oggi parleremo di come organizzarla quando il bambino raggiunge l’età toddler, un termine inglese per indicare chi impara a camminare.

Le esigenze, una volta raggiunta la posizione eretta, sono infatti simili, indipendentemente dal fatto che il bimbo abbia 10, 12 o 18 mesi: è per questo che preferisco non parlare di età ma di “traguardi” raggiunti.

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Il bambino è nel pieno del periodo in cui esercita la mente assorbente, cioè la capacità di acquisire una quantità enorme di informazioni senza filtri, proprio come una spugna, soprattutto dall’ambiente che lo circonda: in seguito procederà a tessere delle connessioni e ad ordinare la mole delle conoscenze acquisite.

Camminando il bambino acquisisce un indubbio vantaggio: avere le mani libere! Ecco perché, nel pensare ad adattare gli ambienti per lui, è importante tenere conto che gli oggetti alla sua portata possono essere sempre di più… il che non è per forza un aspetto negativo (certo i soprammobili in porcellana dovranno essere messi al sicuro), basta organizzarsi preventivamente.

E’ necessario porsi alcune domande:
“Giocattoli, materiali ed oggetti personali possono essere facilmente raggiunti dal bambino?”
“La stanza è stata privata di tutto il superfluo?
“E’ semplice per il bimbo vedere dove si trovano le sue cose e dove devono essere riposte?”
“I giochi ed i materiali nella stanza sono appropriati all’età del bambino?”
“Ci sono pericoli nella stanza?”

Il bisogno di “aiutami a fare da solo” è più evidente, per cui bisogna concentrarsi sul fornire più opportunità per l’indipendenza.
Gli sviluppi nella motricità grossolana sono evidenti e quelli nella motricità fine sono più definiti.

COME AIUTARLO in questo processo di sviluppo?

La cameretta si deve evolvere, apportando piccoli ma significativi cambiamenti; alcuni elementi trattati in questo post permangono e si modificano, ma se ne aggiungono altri. Vediamo quali!

1) Il lettino basso

Se ancora non avete sperimentato il lettino montessoriano questo periodo è un’ottima occasione per farlo: il bimbo apprezzerà il poter scendere e salire in autonomia!

In commercio esistono moltissimi modelli (qui trovate un piccolo elenco per fasce di prezzo), anche se la nota dolente è che spesso sono piuttosto cari.
Intendiamoci, si tratta di prodotti di eccellenza, in cui il design si unisce con tecniche ecologiche (incastri senza colle) e materiali naturali e certificati (vernici e legno)… ma se non si è certi di quanto si utilizzerà (ci si ricrede presto comunque!) si può finire per rinunciare a provarlo, per timore di una spesa “impegnativa”.

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Lettino con sponde Woodly, acquistabile qui

La soluzione più semplice sarebbe quella di mettere un materasso a terra, ma io la sconsiglio se non come sistemazione temporanea: può essere utile per provare ad organizzare la stanza (noi abbiamo preferito optare per il lettino da campeggio con la porticina) in attesa del lettino vero e proprio, tuttavia si rischia la formazione di muffe non solo esternamente, ma specialmente all’interno del materasso stesso.

Per contenere i costi ci sono due metodi:
costruire dal nuovo un lettino basso (con il fai-da-te oppure affidandosi ad un bravo falegname)

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Lettino fai-da-te in multistrato di betulla (grazie Simona!)

– oppure modificare un letto esistente, come nell’Ikea hacking: si prende un mobile Ikea e si apportano alcuni cambiamenti in fase di montaggio o ad assemblaggio terminato.
Il vantaggio è che i letti Ikea sono in legno naturale, facile da lavorare e da personalizzare, ed hanno un prezzo ridotto.

I modelli che più si prestano allo scopo sono lo SNIGLAR, il FJELLSE (che è un letto con misure già “da grande”) ed il KURA (che merita un discorso a parte per tutte le personalizzazioni a cui si presta, compresa quella di diventare un letto a castello); su tutti si può montare la base a doghe e la sponda.

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SNIGLAR di Ikea
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FJELLSE di Ikea
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KURA di Ikea

E’ sufficiente segare le gambe della struttura, contando che l’altezza totale compresa di materasso non dovrebbe superare i 20-25 cm. E’ un’operazione fattibile anche per chi non ha dimestichezza con il fai-da-te!

Per Nicola abbiamo optato per il Fjellse, poiché avevo un materasso in lattice ad una piazza e mezza praticamente nuovo da riutilizzare; visto che il suo spessore è quasi il doppio rispetto a quelli Ikea abbiamo dovuto modificare anche la sponda e rinforzare la struttura con una traversa di metallo.
21314489_10214814627898054_3375186513109959737_nAbbiamo cucito un paracolpi a prova di testate e l’abbiamo fissato alla testiera e ad un piccolo montante avvitato alla pediera.

“Ma non c’è il rischio che il bimbo cada?”
L’altezza del letto è minima, tale da non essere pericolosa; in più c’è la possibilità di mettere una sponda e un tappeto o materassino di lato, specialmente per i primi tempi.

“E se se ne va a spasso per la casa di notte?”
L’ambiente deve essere messo in sicurezza: questo è un cardine del pensiero montessoriano, sia di giorno sia di notte. Per mia esperienza, in ogni caso, il bambino in genere cercherà voi nel lettone, ammesso che non lo sentiate alzarsi voi stessi per primi.

2) L’armadio accessibile

È utile predisporre un armadio ad altezza di bambino in cui riporre i suoi vestiti della settimana, in modo che cominci a prendere dimestichezza con i vari capi d’abbigliamento.
La vestizione è parte della sua routine e pian piano, partendo dalla loro “scelta”, il bambino imparerà a gestire queste azioni in autonomia.

Per questo motivo è opportuno dividere gli abiti in categorie, che possono essere visualizzate mediante dei contrassegni da apporre sui ripiani oppure sui contenitori, valutando anche l’opportunità di lasciare l’armadio senza ante.

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Armadio settimanale realizzato con modulo 2×2 Kallax di Ikea e cestini con contrassegni

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3) L’angolo lettura o “tana”

Questo spazio, già consigliato per un bambino di età inferiore, in questo periodo si trasforma per diventare davvero fruibile in autonomia: oltre all’angolo morbido per leggere in comodità è bene predisporre una libreria bassa e frontale.
Potrà essere una mensola assicurata alla parete oppure un espositore appoggiato a terra: l’importante è che il bambino possa avere accesso in autonomia ai libri, che dovrebbero essere disposti con la copertina in vista e non di costa (in modo che siano facilmente riconoscibili).

L’angolo lettura, in più, può diventare una “tana”, visto che il bambino comincia a percepire la necessità di uno spazio proprio, in cui sentirsi a proprio agio e al sicuro.

Ecco alcuni esempi: è facile creare una tana, aggiungendo anche qualche elemento capace di creare atmosfera come le catene di luci, utilizzando un cerchio (come un hula hoop) appeso al soffitto con un gancio a cui viene collegata una tenda leggera.
Un’altra alternativa è il tepee degli indiani, realizzabile con lenzuola e manici di scopa (guardate qui e qui come farlo!).

Alcune mensole in cui si vede la disposizione frontale dei libri (si possono sfruttare le mensole reggiquadri MOSSLANDA di Ikea).

Due librerie sling: la prima è realizzata usando due bastoni doppi per tende e del tessuto a metraggio, con il vantaggio di non dover usare sega e martello!

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L’elemento da parete e l’espositore per libri della serie FLISAT di Ikea

4) Mobile o scaffale basso

È importante mettere a disposizione uno scaffale basso dove il bambino possa ritrovare i propri giochi in ordine; per favorire la sua concentrazione (e non venire a noia) devono essere pochi e da sostituire periodicamente a rotazione.

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Due soluzioni che impiegano il modulo 4×2 KALLAX di Ikea; in quest’ultima sarebbe meglio utilizzare contenitori trasparenti oppure mettere dei contrassegni sui cestini per far capire quali giochi ci siano al loro interno

Come dovrebbero essere i giochi?

I materiali naturali sono da prediligere, così come i giochi “a finale aperto” che hanno più modalità di gioco libero, favorendo la creatività del bambino.

È bene disporre i giochi ciascuno in un proprio spazio, raggruppando quelli formati da più parti (costruzioni ecc.) in vassoi o cestini. Si focalizza,così, l’attenzione del bambino.

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I ripiani scorrevoli permettono di vedere bene cosa c’è sopra estraendoli

5) Tavolino e seduta

Passata la fase del gattonamento il bambino ha la necessità di un tavolino a sua misura.

Vi sono moltissime soluzioni in commercio: tralasciando quelle in plastica il mio consiglio è di orientarsi su un arredo pratico da pulire, leggero in modo che il bambino possa spostarlo in autonomia ma non troppo esile a scapito della robustezza.

Una soluzione che reputo valida, anche come rapporto qualità-prezzo, è il tavolino con due sedie LATT di Ikea, che è inoltre facilmente personalizzabile.

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Il tavolino con due sedie LATT di Ikea

Alcune personalizzazioni possibili

In caso di poco spazio si possono valutare anche le sedute integrate con il piano, che restano compatte una volta chiuse.

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La seduta si incastra sotto il tavolino, permettendo di salvare dello spazio

6) Angolo della creatività

Sebbene la Montessori dica di differenziare gli spazi in base alla funzione, considerata l’ampiezza delle nostre case ritengo che si possa utilizzare lo stesso tavolino anche per l’angolo creativo.

Si tratta di mettere a disposizione del bambino in modo organizzato fogli, colori e materiale artistico con cui sperimentare colori, tecniche e consistenze.

Anche in questo caso è possibile, utilizzando contenitori e altri accessori, attrezzare a misura di bambino il tavolino secondo questi esempi:

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Il tavolino LATT modificato con l’aggiunta di pittura lavagna, rotolo di carta per disegnare e contenitori
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Un esempio di come sia possibile ritagliare uno spazio per il bamnino anche in altre parti della casa (è stata usata una mensola LACK di Ikea)
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I colori e gli strumenti possono essere appoggiati sul tavolo…
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… oppure appesi alla parete

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In mancanza di spazi, si può predisporre una parete attrezzata per la creatività…

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… oppure un tavolino a ribalta, che occupa lo spazio di un quadro

Come vedete si fa largo uso della pittura lavagna, di mollette, calamite, cornici, contenitori portacolori !

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Il tavolo e gli sgabelli della serie FLISAT di Ikea: si possono aggiungere i contenitori TROFAST sotto al piano di lavoro
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La scrivania e la panca evolutive della serie FLISAT di Ikea: sono regolabili a tre altezze per seguire la crescita del bambino
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Il supporto per rotolo di carta da disegno MALA di Ikea

7) Angolo per il gioco simbolico

Il gioco simbolico è fondamentale per lo sviluppo del bambino: gli permette di imitare, ripodurre e quindi padroneggiare e metabolizzare ciò che vede e impara nel suo ambiente.

Bisogna anche superare gli stereotipi legati al genere e non negare a priori ad un bimbo la possibilità di giocare con le bambole o ad una bimba di sperimentare il banco degli attrezzi!
La curiosità è la chiave per la conoscenza ed è a 360°: non ha senso limitarla!

Facciamo un esempio: un bimbo vuole fare il bagnetto ad una bambola. Gli è appena nata una sorellina e non è più il più piccolo in casa: ecco che, magari, imitando ciò che vede fare alla mamma e al papà (lavare la neonata), si sente più in grado di accettare la situazione ed esserne parte attiva e integrante.
Ha ancora senso preoccuparci di cosa sia “da maschio” e cosa “da femmina”?

In commercio ci sono tantissimi giochi in plastica, ma sarebbe meglio optare per soluzioni forse meno definite, prive di luci e suoni ma che lasciano più spazio alla creatività… Molte delle quali possono essere realizzate modificando e riciclando arredi comuni!

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Cucinetta ricavata da una scatola di pannolini con tappi e vecchi cd (questo è un mio progetto! Nicola ci ha giocato tantissimo)
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Un’altra cucinetta di cartone
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Cucinetta realizzata sulla base dello sgabello BEKVAM di Ikea
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Questa cucinetta, invece, è una riconversione dello sgabello ODDVAR (si può ancora usare come tale) ed è stata la seconda che ho realizzato per Nicola!
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Per fare questa cucinetta si è impiegato un carrello portatutto in plastica: l’effetto è pulito e lineare!
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Accanto alla bella ma cara cucina giocattolo Ikea DUKTIG, c’è anche la NYBAKAD, meno accessoriata ma a meno di un terzo del prezzo e con buone potenzialità di gioco!
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Tavolino LACK di Ikea modificato per diventare una strada cittadina

Guarda anche il mio tutorial per realizzare un tavolino per costruzioni!

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Bancarella del mercato costruita sulla base del modulo 2×4 KALLAX di Ikea

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Casa delle bambole in cartone riciclato

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Con qualche dettaglio ed un po’ di ambientazione, il modulo 2×2 KALLAX di Ikea diventa una casa delle bambole

8) Attrezzature per il gioco motorio

Il bambino è nel pieno della scoperta del movimento! Desidera sperimentare cosa può fare con il proprio corpo, rotolare, arrampicare…

Per questo sarebbe opportuno dargli l’opportunità di misurarsi con le proprie forze in un ambiente sicuro; a questo scopo esistono attrezzature come il triangolo di Pikler, l’asse di equilibrio, il Rainbow rocker.

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Il Rainbow rocker ed i suoi usi
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Il triangolo di Pikler (ne esistono anche versioni pieghevoli salvaspazio!)
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Un’asse di equilibrio fai-da-te: esiste questa di Ikea ma è piuttosto ingombrante… in alternativa si può inchiodare una trave su due listelli ed il gioco è fatto!

Sono attrezzature reperibili presso negozi specializzati, ma è possibile realizzarle anche con il fai-da-te e un po’ di manualità, oppure ricorrendo ad un falegname.

Un tappeto tipo puzzle, un materassino o anche un semplice tappetino da yoga renderanno gli esercizi più sicuri!

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Il tappetino pieghevole PLUFSIG di Ikea

Eccoci giunti alla fine di questo lungo post!

A voi che avete a che fare con un toddler a piede libero… spero di avervi dato qualche utile spunto!

Alla prossima!

2 pensieri su “La cameretta Montessori versione toddler”

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